Comprare la prima casa in Umbria: guida 2026
Comprare la prima casa è, per molti, la scelta di una vita: una decisione che vale la pena affrontare con calma e con le informazioni giuste. Questa guida ti accompagna passo per passo — dai requisiti per le agevolazioni prima casa alle imposte d'acquisto, dal Fondo di garanzia statale alla detrazione degli interessi del mutuo, fino all'iter che porta dalla proposta al rogito.
Perché proprio Todi e l'Umbria? Perché qui la qualità della vita si misura in borghi che hanno mantenuto la loro anima, in colline che cambiano colore con le stagioni e in un mercato immobiliare ancora a misura d'uomo, dove un casale di pietra o un appartamento nel centro storico restano un investimento sensato oltre che un piacere quotidiano. Todi, affacciata sulla valle del Tevere, è il punto di partenza ideale per chi cerca autenticità senza rinunciare ai servizi.
Troverai, intervallati al testo, alcuni strumenti interattivi per stimare i costi, verificare se puoi accedere al Fondo di garanzia e calcolare la rata del mutuo: numeri indicativi, pensati per darti un ordine di grandezza prima di parlare con la banca e con un professionista.
I requisiti per la prima casa
Le agevolazioni prima casa non spettano automaticamente: sono legate ad alcune condizioni che devono essere rispettate al momento dell'acquisto e nei mesi successivi. Conoscerle in anticipo evita brutte sorprese al rogito.
Il primo requisito riguarda la residenza. Devi già risiedere nel Comune in cui si trova l'immobile oppure trasferirvi la residenza entro diciotto mesi dall'acquisto. È un impegno che si assume davanti al notaio e che va poi rispettato nei fatti: l'alternativa è avere la sede della propria attività lavorativa nello stesso Comune.
Il secondo requisito riguarda la natura dell'immobile, che non deve essere di lusso. In pratica sono escluse dalle agevolazioni le abitazioni accatastate nelle categorie signorili — A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio). La stragrande maggioranza delle case, dagli appartamenti ai casali ristrutturati, rientra invece nelle categorie ordinarie e può accedere al beneficio.
Il terzo requisito riguarda la tua situazione: non devi essere già titolare, nello stesso Comune, di un'altra abitazione, e non devi possedere su tutto il territorio nazionale un'altra casa acquistata a suo tempo con le agevolazioni prima casa. Se possiedi ancora la vecchia prima casa agevolata, in genere hai comunque la possibilità di rivenderla entro un termine stabilito per non perdere il beneficio sul nuovo acquisto.
Le imposte d'acquisto
Quanto si paga in tasse comprando casa dipende soprattutto da chi vende. La distinzione fondamentale è tra acquisto da un privato e acquisto da un'impresa (tipicamente un costruttore).
Se compri da un privato, l'imposta principale è l'imposta di registro. Con le agevolazioni prima casa si applica con un'aliquota ridotta e, soprattutto, puoi chiedere il meccanismo del "prezzo-valore": l'imposta non si calcola sul prezzo pattuito ma sul valore catastale dell'immobile, cioè sulla rendita catastale rivalutata. Poiché il valore catastale è di norma molto più basso del prezzo di mercato, il risparmio è consistente. A questa si aggiungono l'imposta ipotecaria e quella catastale, che in questo caso sono dovute in misura fissa.
Se invece compri da un'impresa, l'operazione è soggetta a IVA con aliquota ridotta per la prima casa, calcolata sul prezzo di vendita; in questo caso imposta di registro, ipotecaria e catastale sono dovute in misura fissa.
Un esempio discorsivo aiuta a fissare le idee. Immagina un appartamento in vendita da un privato a Todi a 200.000 euro, con una rendita catastale che porta a un valore catastale attorno ai 55.000-60.000 euro. Grazie al meccanismo del prezzo-valore, l'imposta di registro prima casa si calcola su quella base ridotta e non sui 200.000 euro: parliamo indicativamente di poco più di un migliaio di euro, a cui si sommano le imposte ipotecaria e catastale in misura fissa. Comprando invece lo stesso immobile da un costruttore, l'IVA prima casa si applicherebbe sul prezzo pieno e l'ordine di grandezza cambierebbe sensibilmente. Sono cifre di puro esempio, utili solo a capire il peso relativo delle due strade.
Attenzione: le aliquote e le regole precise cambiano nel tempo e dipendono dal caso concreto. I numeri qui riportati sono puramente indicativi. Verifica sempre l'importo esatto con un professionista (notaio o commercialista) prima di firmare, e ricorda che la concessione del mutuo resta una decisione della banca.
Costi d’acquisto
Una stima delle spese accessorie oltre al prezzo. Regola i parametri per il tuo caso.
Da privato l’imposta di registro si calcola sul valore catastale rivalutato, non sul prezzo. Se non lo indichi, stimiamo sul prezzo.
| Imposta di registro 2% | 5000 € |
|---|---|
| Imposte ipotecaria e catastale (fisse) | 100 € |
| Notaio (stima) | 2400 € |
| Mediazione (stima) | 7500 € |
| Totale costi accessori | 15.000 € |
| Esborso totale stimatoprezzo + costi accessori | 265.000 € |
- Base di calcolo dell’imposta principale: 250.000 € (sul prezzo).
- Valore catastale non indicato: imposta stimata sul prezzo. Con "prezzo-valore" la base è di norma inferiore — verifica con la rendita catastale.
Stima indicativa, non è consulenza fiscale. Gli importi effettivi (in particolare notaio e imposte) vanno confermati con il notaio; la concessione dell’eventuale mutuo resta della banca.
Il Fondo di garanzia per la prima casa (Consap)
Uno degli ostacoli più concreti per chi compra la prima casa è l'anticipo: le banche di norma finanziano fino all'80% del valore dell'immobile, lasciando a carico dell'acquirente il restante 20% più le spese. Il Fondo di garanzia per la prima casa, gestito da Consap per conto dello Stato, nasce proprio per superare questo scoglio.
Il meccanismo è semplice: lo Stato offre alla banca una garanzia pubblica su una parte del mutuo. Con questa garanzia la banca è più propensa a concedere finanziamenti fino al 100% del prezzo di acquisto, permettendo così di comprare anche senza un anticipo importante da parte. La garanzia non è un contributo che ricevi tu, ma una copertura che rende il tuo mutuo meno rischioso agli occhi dell'istituto.
L'accesso è legato ad alcuni requisiti, tra cui in genere il valore dell'ISEE e la natura dell'immobile (non di lusso, destinato ad abitazione principale). Sono previste categorie prioritarie — ad esempio i giovani, le giovani coppie, le famiglie monogenitoriali con figli minori e i conduttori di alloggi pubblici — per le quali la garanzia statale può coprire una quota più alta del mutuo, a parità di altri requisiti.
Due precisazioni importanti. La prima: la misura ha una scadenza e viene periodicamente rifinanziata e aggiornata, quindi le condizioni valide oggi vanno sempre verificate al momento della domanda. La seconda: le esenzioni fiscali "under 36" — che negli anni scorsi azzeravano alcune imposte per i giovani acquirenti — sono scadute dal 2025. Oggi si applica il regime ordinario prima casa, mentre il Fondo di garanzia resta operativo secondo le regole vigenti. Anche qui vale la regola d'oro: la concessione del mutuo e l'ammissione alla garanzia restano decisioni della banca e dei soggetti gestori.
Fondo Consap — prima casa
Verifica in tre tap se potresti accedere alla garanzia statale sul mutuo.
Passo 1 di 3
La detrazione degli interessi del mutuo (19%)
Chi acquista l'abitazione principale con un mutuo ipotecario può recuperare ogni anno, in dichiarazione dei redditi, una parte degli interessi passivi pagati alla banca. La detrazione è pari al 19% degli interessi e degli oneri accessori, e agisce come sconto sull'IRPEF dovuta.
Il beneficio non è illimitato: si applica entro un tetto massimo di interessi fissato per legge. In pratica, sopra una certa soglia annua di interessi la parte eccedente non entra più nel calcolo. Il vantaggio si concentra quindi soprattutto nei primi anni del mutuo, quando la quota interessi della rata è più alta.
Per non perdere la detrazione contano alcuni dettagli: l'immobile deve essere adibito ad abitazione principale entro i termini previsti, il mutuo deve essere finalizzato all'acquisto di quella casa e i pagamenti devono essere tracciabili. Come per il resto della guida, gli importi e le soglie esatte vanno confermati con un professionista in sede di dichiarazione: qui trovi il principio, non il conteggio definitivo.
Calcola la rata del tuo mutuo
Rata mensile stimata
801 €/mese
- Importo finanziato
- 160.000 €
- Totale interessi
- 80.300 €
40.000 € di acconto
Tasso medio nuovi mutui casa in Italia: 3,50% (fonte BCE, dati a maggio 2026).
Prima casaCon la detrazione IRPEF del 19% sugli interessi potresti recuperare fino a ~760 €/anno.
Stima indicativa, non è consulenza: la concessione del mutuo resta della banca.
L'iter d'acquisto passo per passo
Dall'immobile che ti piace alle chiavi in mano il percorso attraversa tre momenti principali. Conoscerli ti permette di muoverti con sicurezza e di sapere, a ogni passo, che cosa stai firmando.
Il primo passo è la proposta d'acquisto. È il documento con cui, di solito tramite l'agenzia, formalizzi la tua offerta al venditore a un certo prezzo e a certe condizioni, accompagnandola con un piccolo versamento a titolo di caparra. La proposta è in genere irrevocabile per un periodo definito: se il venditore la accetta entro quel termine, diventa vincolante per entrambe le parti.
Il secondo passo è il compromesso, cioè il contratto preliminare di compravendita. Qui si fissano nero su bianco tutti gli elementi dell'affare — prezzo, tempi, stato dell'immobile, eventuali condizioni come l'ottenimento del mutuo — e si versa la caparra confirmatoria. Il preliminare va registrato e, quando opportuno, può essere trascritto per tutelare l'acquirente. In questa fase è il momento giusto per avere già l'istruttoria del mutuo avviata con la banca.
Il terzo passo è il rogito: l'atto notarile che trasferisce ufficialmente la proprietà. Davanti al notaio si saldano il prezzo e le imposte, si erogano le somme del mutuo e si firmano gli atti definitivi. Il notaio verifica che l'immobile sia libero da ipoteche e vincoli, garantisce la correttezza dell'operazione e cura le formalità di registrazione e trascrizione. Da quel momento la casa è tua.
Domande frequenti
Quali sono le agevolazioni prima casa nel 2026?
Nel 2026 si applica il regime ordinario prima casa: imposta di registro ridotta se si compra da privato (con possibilità di usare il meccanismo del prezzo-valore, che calcola l'imposta sul valore catastale anziché sul prezzo) oppure IVA ridotta se si compra da impresa, con imposte ipotecaria e catastale in misura fissa. A questo si aggiungono strumenti come il Fondo di garanzia statale per il mutuo e la detrazione IRPEF del 19% sugli interessi. Gli importi esatti vanno verificati con un professionista.
Quanto si paga di imposte comprando da privato?
Comprando la prima casa da un privato l'imposta principale è l'imposta di registro, che con le agevolazioni si applica in misura ridotta e, chiedendo il prezzo-valore, si calcola sul valore catastale dell'immobile — di norma molto più basso del prezzo di mercato. A questa si sommano l'imposta ipotecaria e quella catastale in misura fissa. Il risparmio rispetto al calcolo sul prezzo pieno è significativo, ma la cifra precisa dipende dalla rendita catastale del singolo immobile: usa il calcolatore dei costi qui sopra per una stima indicativa e conferma con un notaio.
Chi può accedere al Fondo Consap?
Al Fondo di garanzia per la prima casa possono accedere, in linea generale, coloro che acquistano un immobile non di lusso da destinare ad abitazione principale e che rientrano nei requisiti previsti dalla misura, tra cui in genere una soglia di ISEE. Alcune categorie sono considerate prioritarie — ad esempio giovani, giovani coppie, famiglie monogenitoriali con figli minori e conduttori di alloggi pubblici — e per loro la garanzia dello Stato può coprire una quota maggiore del mutuo. Le regole vengono aggiornate nel tempo: verifica le condizioni al momento della domanda e ricorda che l'ultima parola sul mutuo spetta alla banca.
Le agevolazioni under 36 valgono ancora?
No. Le esenzioni fiscali "under 36", che negli anni scorsi azzeravano alcune imposte d'acquisto per i giovani acquirenti sotto una certa soglia di ISEE, sono scadute dal 2025. Dal 2025 si applica il regime ordinario prima casa. Resta invece attivo, secondo le regole vigenti, il Fondo di garanzia per la prima casa, che agevola l'accesso al mutuo e prevede condizioni di favore per alcune categorie prioritarie, tra cui i giovani.
Quanto costa il notaio?
L'onorario del notaio varia in base al valore dell'immobile, alla complessità dell'atto e alla presenza o meno di un mutuo da stipulare contestualmente. Alla parcella vera e propria si aggiungono le imposte e i tributi che il notaio incassa per conto dello Stato al momento del rogito e poi versa. Per avere un'idea attendibile conviene chiedere in anticipo un preventivo scritto a uno o più notai, indicando prezzo dell'immobile, tipo di venditore e se è previsto un finanziamento.
Un cittadino straniero può comprare e accedere alle agevolazioni?
Sì. Un cittadino straniero può acquistare un immobile in Italia; le condizioni possono variare a seconda della cittadinanza e della regolarità del soggiorno, secondo il principio di reciprocità e le norme sull'immigrazione. Per quanto riguarda le agevolazioni prima casa e il Fondo di garanzia, ciò che conta sono i requisiti oggettivi — residenza nel Comune entro i termini, immobile non di lusso destinato ad abitazione principale e gli altri criteri della misura — indipendentemente dalla nazionalità. Trattandosi di situazioni personali molto diverse, è consigliabile farsi assistere da un professionista e verificare la propria posizione caso per caso.